Carmen Vurchio, Giornalista intervista il Console

    

MONDO : INTERVISTA AL CONSOLE DI CABO VERDE NEL NORD ITALIA: I RAPPORTI CON GLI STRANIERI

Pubblicato su 3 luglio 2015 da LUCIO GIORDANO

DI CARMEN VURCHIO

Il Governo caboverdiano ha sempre visto e vissuto la presenza dello straniero come una grande risorsa in campo turistico, industriale, commerciale. Per quanto riguarda il “clandestino”, invece, non si fa di tutta l’erba un fascio ma si preferisce effettuare una distinzione tra il criminale e quello non in regola sotto i profili amministrativi, fiscali ed erariali, come spiega ad ALGANEWS il Dr.Pasquale Adilardi, Console della Repubblica di Cabo Verde nel Nord Italia (Verona), personaggio di spicco della sanità italiana e massimo esperto in Scienze diplomatiche e Relazioni Internazionali.

“Molti sono gli emigrati che arrivano a Capo Verde con un semplice visto turistico emesso dagli organi di polizia di frontiera – spiega il Console – persone che si ritengono autorizzate a rimanere sul territorio ad- vitam, pensando che tutto gli sia concesso; a volte poco osservanti di leggi, regolamenti, ordini o discipline dello Stato che li ospita”. Invece non è così, perché esistono requisiti minimi necessari per soggiornare legalmente sul territorio, norme contenute nella Legge del 17 luglio 2014 che distingue lo straniero in più categorie: turista, lavoratore, possessore di immobile, pensionato che abitualmente trascorre l’inverno in territorio caboverdiano. “Questa Legge – afferma il Dr. Adilardi – stabilisce in maniera ancor più chiara ed inequivocabile come evitare la clandestinità”.

Cinque le modalità di concessione del visto: di transito – per personale diplomatico – turistico – temporaneo in attesa per visto di residenza – permesso di residenza (o carta verde). I visti possono essere concessi solo ed esclusivamente dalle Ambasciate, dai Consolati e dal DEF, presentandosi personalmente. La carta verde, invece, può essere emessa dal Comando Regionale di Polizia Nazionale.

“C’è massima disponibilità e collaborazione- afferma il Console – da parte delle Autorità diplomatiche e della Polizia Nazionale nei confronti dell’immigrato, che in cambio però deve instaurare con lo Stato ospitante un rapporto di lealtà e trasparenza, rispettando le leggi locali ma anche gli usi e i costumi del popolo caboverdiano, in primis la religione, poco importa se diversa dalla propria (Cabo Verde è un Paese per il 90% cattolico)”.

Per risiedere stabilmente sul territorio occorre, tra le tante cose, non avere precedenti penali, avere un conto corrente bancario in loco, possedere il denaro necessario al sostentamento, oltre a un regolare contratto d’affitto che certifichi l’esistenza di un tetto sotto il quale dormire sonni tranquilli.

Periodicamente sono previste retate anti-clandestini da parte della polizia. Il clandestino criminale viene rispedito nel suo Paese d’origine, quello onesto viene invitato a regolarizzare la propria posizione.

“D’altronde – si chiede ironicamente il Console Pasquale Adilardi – quale Paese ospita uno straniero senza che abbia tutte le carte in regola?”

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